Gentile Cliente,
la sua recensione ci lascia sinceramente perplessi perché restituisce una ricostruzione dei fatti che non riteniamo coerente con quanto effettivamente accaduto.
Comprendiamo il disagio vissuto, ma proprio per rispetto di chi legge riteniamo necessario riportare gli elementi in modo completo e oggettivo.
Operiamo ogni anno su un numero molto elevato di interventi su impianti di diversa tipologia ed età. È quindi fisiologico che, lavorando su apparecchi più o meno datati e con livelli di manutenzione differenti, possano potenzialmente verificarsi imprevisti. E, anche nel caso in cui ciò dovesse mai verificarsi, la nostra disponibilità e trasparenza è sempre stata massima, come anche nei suoi confronti.
Nel suo caso specifico, l’intervento è stato eseguito su una caldaia installata nel 2006, quindi con più di 20 anni di vita. Confermiamo che la caldaia risultava funzionante prima delle operazioni di manutenzione ma anche a seguito della revisione. Questo dato è riportato nel rapporto di controllo redatto dal nostro tecnico (15 anni di esperienza), nel quale si specifica che il blocco si è verificato durante la fase di analisi fumi, quindi a revisione già ampiamente conclusa. Lo stesso documento ci è stato da lei trasmesso prima ancora che ci venisse inoltrato direttamente dal tecnico, quindi le è noto e condiviso sin dall’inizio.
A seguito del blocco, il nostro tecnico si è fermato ben oltre il tempo previsto, ha riorganizzato gli appuntamenti successivi ed è tornato anche nel pomeriggio per tentare di ripristinare il funzionamento. Non essendo stato possibile risolvere nell’immediato, è intervenuto anche il responsabile tecnico (oltre 30 anni di esperienza) per ulteriori verifiche approfondite.
Tutto questo ovviamente senza avanzare nessun tipo di richiesta economica, perché la priorità per noi era esclusivamente il ripristino del suo impianto.
Pur non ritenendo tecnicamente imputabile alla revisione il guasto ipotizzato (la scheda), le abbiamo comunque proposto una soluzione concreta, tutta a suo vantaggio e senza nessun margine di guadagno per noi: manodopera completamente gratuita e il trasferimento integrale dello sconto che il fornitore avrebbe potuto concederci sulla scheda (il tutto documentato da fattura del fornitore).
Di fronte alla sua irremovibile convinzione che il problema fosse stato causato dal nostro intervento e alla conseguente richiesta di farci carico anche del costo della scheda, cosa che abbiamo francamente ritenuto ingiusta, siamo stati noi stessi a suggerire il coinvolgimento di un centro assistenza ufficiale terzo, impegnandoci formalmente ad assumerci ogni responsabilità qualora fosse stata dimostrata una correlazione diretta. Riportiamo testualmente quanto comunicato:
“Se il tecnico dettaglierà in maniera precisa cosa sia direttamente riconducibile all’operato del nostro tecnico e che, nel corso della revisione, abbia causato il guasto, non abbia timori: se un nostro tecnico ha sbagliato, ci assumeremo le responsabilità.”
Riteniamo che questa posizione sia chiara e non necessiti di ulteriori interpretazioni.
Infine, non possiamo non rilevare alcune incongruenze nella ricostruzione: vengono citati un cortocircuito, fili scollegati e un danno causato dall’intervento, ma allo stesso tempo si afferma che il problema si sarebbe risolto con un semplice reset.
È opportuno chiarire che il reset è un’operazione elementare, alla portata di qualsiasi utente e senza alcuna competenza tecnica, spesso suggerita come prima verifica proprio per evitare interventi non necessari.
Una narrazione che combina elementi tecnici tra loro difficilmente compatibili lascia inevitabilmente spazio a più di una perplessità.
Restiamo comunque disponibili al confronto diretto e invitiamo chiunque abbia dubbi sul nostro operato a contattarci: spesso è sufficiente un primo contatto per comprendere concretamente il livello di attenzione e professionalità con cui lavoriamo ogni giorno.